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La città si illumina (non solo a Natale) con le installazioni degli artisti
Si sono riaccese le Luci d’Artista e piazze, monumenti e luoghi simbolo di Torino dialogano con l’arte contemporanea trasformando gli spazi urbani in un museo dove protagonista assoluta è la luce
Le Luci d’Artista nascono per celebrare il Natale, come un percorso di decorazioni destinate a illuminare le feste dei torinesi. Eccezionali luminarie natalizie che si trasformano da tradizione popolare, particolarmente diffusa nel Sud Italia, a laboratorio d’arte pubblica e che da subito diventano oggetto di un obiettivo molto ambizioso: creare una collezione pubblica espressione di “una cultura alta capace di comunicare con tutti”, come affermava Fiorenzo Alfieri, che ne è stato il visionario ideatore e che nel 1998 scriveva: «Qualche anno fa mi capitò di leggere sui quotidiani torinesi che per Natale i commercianti non avrebbero organizzato le tradizionali luminarie. Non appena fui nominato assessore al Commercio e alla promozione della città […] proposi un patto: “il Comune aiuterà i commercianti che vorranno illuminare le vie e le piazze in occasione del Natale, ma a condizione che ci si impegni tutti insieme a collocare negli spazi urbani allestimenti di qualità”. Fu facile passare da questa proposta all’intuizione che per garantire la qualità dei materiali decorativi si sarebbero potuti chiamare in aiuto gli artisti amici di Torino. Il primo tentativo lo facemmo in vista del Natale 1997. Proposi a Emanuele Luzzati di progettare un intervento di forte impatto».
Il museo a cielo aperto in dialogo con il paesaggio urbano
In seguito al successo ottenuto nel 1997 con il Presepe di Emanuele Luzzati in piazza Carlo Felice, la Città di Torino ha esteso l’iniziativa invitando altri artisti a interpretare le illuminazioni non solo come decorazione, favorendo l’incontro tra il grande pubblico e l’arte. Ed è così che nel 1998 prende il via il progetto d’arte pubblica che oggi è diventato una collezione permanente di opere di luce realizzate, con il contributo di alcuni dei più grandi artisti italiani e internazionali. Un percorso espositivo d’arte contemporanea inedito e a quel tempo innovativo, imitato in seguito da altre città italiane e straniere.
Nel momento in cui – verso la fine degli anni Novanta – Torino, con la sua storia industriale, ha avuto la necessità di ripensare alla propria identità e cercare nuovi linguaggi per proporsi in una nuova fase economica e culturale, le Luci d’Artista ne sono diventate l’immagine naturale in grado di veicolare con immediatezza il messaggio.
Gli artisti e le collocazioni delle opere in città
Il grande palcoscenico di Luci d’Artista, con 33 installazioni luminose, si è arricchito quest’anno di cinque nuove opere firmate da grandi protagonisti della scena artistica: Sex and Solitude di Tracey Emin ai Giardini Reali bassi; Mummer Love del Soundwalk Collective con Patti Smith e Philip Glass alle OGR Torino; Swarms (Sciami) di Chiara Camoni sul Grattacielo Regione Piemonte; Bouncing the Ball di Riccardo Previdi in piazza San Carlo; Untitled di Gintaras Didžiapetris sul Museo Regionale di Scienze Naturali.
Tra le vie e le piazze di Torino cittadini e turisti possono alzare gli occhi e ritrovare le opere luminose nelle loro classiche location, oppure andare alla ricerca delle nuove collocazioni. Si è riaccesa sul Ponte Vittorio Emanuele I, completamente restaurata, Doppio passaggio (Torino), l’opera ideata nel 2001 da Joseph Kosuth. Alcune Luci hanno cambiato sede rispetto alla precedente edizione: VR Man di Andreas Angelidakis, quest’anno si trova in piazza Bodoni. La storica opera del 1998 Volo su… di Francesco Casorati è in via Principe Amedeo mentre Migrazione (climate change) di Piero Gilardi realizzata nel 2015 ha sede in via Sant’Agostino. Dopo tre anni Azzurrogiallo di Giorgio Griffa è nei Giardini Cavour, luogo per cui l’artista l’aveva pensata nel 2022, così come Luì e l’arte di andare nel bosco di Luigi Mainolfi torna a risplendere in via Lagrange, Noi di Luigi Stoisa in via Garibaldi e Palomar di Giulio Paolini è nuovamente allestita in via Po.
Si riconfermano nelle collocazioni precedenti: Cosmometrie di Mario Airò in piazza Carignano con una nuova configurazione decisa dall’artista; Orizzonti di Giovanni Anselmo in piazza Carlo Alberto; Ancora una volta di Valerio Berruti in via Monferrato; Tappeto volante di Daniel Buren in piazza Palazzo di Città; Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime di Nicola De Maria in piazza Carlo Emanuele II (piazza Carlina); L’energia che unisce si espande nel bludi Marco Gastini in Galleria Umberto I; Illuminated Benches di Jeppe Hein in piazza Risorgimento; Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn sul Monte dei Cappuccini; Cultura=Capitale di Alfredo Jaar sulla facciata del Museo Diffuso della Resistenza; Io, sono nato qui. di Renato Leotta sul tetto dell’Ospedale Sant’Anna; Il volo dei numeri di Mario Merz sulla Mole Antonelliana; Concerto di parole di Mario Molinari in piazza Polonia; Vento solare di Luigi Nervo in piazzetta Mollino; Scia’mano di Luigi Ontani ai Giardini Sambuy; L'amore non fa rumore di Luca Pannoli in Parco Michelotti;Amare le differenze di Michelangelo Pistoletto in piazza della Repubblica; My Noon di Tobias Rehberger in piazza Arbarello; Ice Cream Light di Vanessa Safavi in largo Montebello; …?... di Grazia Toderi, sulla Cupola della Basilica Mauriziana; Luce Fontana Ruota di Gilberto Zorio sul Laghetto di Italia ’61.
Le Luci d’Artista della 28° edizione resteranno accese fino all’11 gennaio 2026 nelle varie sedi della città di Torino.
FOTO Rebecca Horn, Piccoli spiriti blu, foto Gianluca Minuto. Mario Merz, Il volo dei numeri, foto Riccardo Rebora, Courtesy FIAF. Giovanni Anselmo, Orizzonti, foto Andrea Rossetti. Gintaras Didžiapetris, Untitled, foto Carla Ciampoli, Courtesy FIAF. Francesco Casorati, Volo su, foto Guido Ottolenghi, Courtesy FIAF. Daniel Buren, Tappeto volante, foto Elena Zanchi, Courtesy FIAF. Piero Gilardi Migrazione, foto Roberta Rogina, Courtesy FIAF. Grazia Toderi, …?..., foto Federico Masini. Luigi Nervo, Vento solare, foto Renzo Miglio, Courtesy FIAF. Soundwalk Collective, Mummer Love, foto Salvatore Giordano, Courtesy FIAF | Si ringraziano istituzioni pubbliche e private e quanti hanno contribuito alla realizzazione di questo articolo.
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